Cantina Terlano

TOP 9

Cantina Terlano

TOP 9

1

Terlaner 1969


Prodotto di un’annata calda, che ha permesso di vendemmiare uve in perfetto stato, esprime insieme potenza ed eleganza. Vivissimo e brillante alla vista, con ancora evidenti riflessi verdi.

Incantevole il quadro olfattivo, da subito aperto, integro e pienamente espressivo: prima pera, poi mango e infine intensi frutti esotici, di grande persistenza. La bocca è favolosa, ricca, succosa, ampia, con lunghi ritorni di frutta fresca e pienamente matura (soprattutto albicocca). Vivo e profondo, ha un fascino infinito e da grandissima soddisfazione alla beva: impressionante l’allungo acido-sapido sulla cremosa polpa fruttata. Oggi consideriamo questa etichetta come “vino base” ma al tempo – in cui le bottiglie erano rare e il vino veniva venduto prevalentemente sfuso, in botte – poteva essere considerata una selezione particolare, alla quale veniva riservato “l’onore del vetro”. Per l’enologo Rudi Kofler è il miglior vino che hanno in cantina!

2

Pinot Bianco Vorberg 1999


Ottimo millesimo, di grande evoluzione, durata e eleganza: l’annata è stata piuttosto fredda (ma non come la 1996), e questo garantisce sia tensione che struttura.

Si ritrova, perfettamente espresso nel bicchiere, il portamento signorile e compatto del pinot bianco, che in questo caso si arricchisce con intense note balsamiche accompagnate da sentori di agrumi e camomilla. La bocca è piuttosto sottile ma di grande profondità, dotata di un timbro acido-sapido vivissimo e persistente, quasi giovanile; perfettamente asciutto il finale.

3

Chardonnay 1990


Annata perfetta dal punto di vista climatico, che ha permesso una maturazione perfetta delle uve.

Al naso il vino è clamorosamente integro ed espressivo, elegantissimo: non si avverte la minima nota ossidativa, solo un giusto passo evolutivo. Manca solo la potente espressione del frutto fresco avvertita nei campioni più giovani; crescono piuttosto note di noce e di erbe officinali. La bocca è piena, ricca, polposa, con un frutto che ritorna con continuità, lasciando piacevoli sensazioni di frutti esotici. Il finale è dritto e teso, infinitamente persistente.


4

Pinot Bianco 1957


Annata abbastanza calda, con uva perfettamente matura e ricca: vino che “segna” 14° alcolici.

Profumi molto ampi e singolari: all’inizio note di caramella al latte e mou, poi fiori secchi e camomilla, infine erbe aromatiche e sempre più evidenti richiami balsamici, di mentuccia e eucalipto. La bocca è ampia, quasi grassa: perde un po’ in tensione acido-sapida ma rimane assolutamente integro e arzillo, grandemente bevibile, con grande soddisfazione finale per il palato. Un 1957 che ha 57 anni … e non li sente minimamente.

5

Terlaner 1989


Annata considerata molto buona e lineare, anche se più fredda di tante altre; in genere tutti i vini dell’89 si sono dimostrati, negli anni, più lenti nell’evoluzione.

Il naso inizialmente è un po’ chiuso e contratto poi si apre, prima con forti note iodate, di ostrica, e poi con sensazioni di frutta piena e matura. La bocca è ampia e morbida in entrata, dotata nel finale della solita grande tensione gustativa che rende il vino dritto e solido fino all’ultimo sorso; non cede mai la vena acida, anzi si rafforza nell’intenso finale di agrumi che rinfresca progressivamente il palato.

6

Pinot Bianco 1996


Annata molto fredda e per questo piuttosto difficile, soprattutto nella gestione della vendemmia, caratterizzata da numerose giornate di brutto tempo.

Profumi freschissimi, giovanissimi, frutto croccante, leggera nota fumè, ma anche frutta secca e sottili erbe di campo e officinali. Bocca decisamente solida e cremosa, leggermente lattica, con un forte ritorno di agrumi e di sensazioni iodate.

Ha carattere e compostezza anche se sta attraversando la fase di passaggio tra l’espressione giovanile e quella adulta-matura.


7

Terlaner Riserva Nova Domus 2009


È figlio di un’annata calda, non ritenuta eccellente. Ma questo non si avverte.

Il vino è freschissimo, elegante e mentolato al naso, impreziosito dalle fini e aristocratiche note vegetali del sauvignon. In bocca mostra un’intensità di frutto al contempo cremosa e scorrevole, con un nerbo acido profondo e una salinità che sale in modo imperioso. Nessun sentore di legno, perfettamente amalgamato con il frutto; netti e nitidi i sentori di ananas e mela nel finale, che è tesissimo, quasi tagliente.

8

Sauvignon 1979


Grandissima annata, dove tutto è stato perfetto.

Un vino incredibile, dal profilo originalissimo e ammaliante. Lo spettro olfattivo è intensissimo e nitido: si rincorro forti note di radice di liquirizia, di piselli crudi, di peperone verde e di freschi fiori di campo. La bocca è integra, freschissima, leggermente astringente nel finale, con forti ritorni di menta-liquirizia.

Il corpo è molto esile, la polpa frutatta piuttosto limitata ma persistenza e profondità sono infinite. A Terlano conservano il ricordo di un assaggio, avvenuto in cantina negli anni Ottanta, di questo vino da parte di Gino Veronelli: dopo averlo gustato ne parlò ininterrottamente per circa un’ora, lasciando muti tutti coloro che erano con lui.

9

Chardonnay 1984


Annata molto buona, con uve perfettamente mature, che in genere hanno dato origine a vini complessi e ben strutturati, che magari hanno un po’ perso nel tempo l’originale tensione acquistando maggiore morbidezza e cremosità.

Vivissimo e brillante già alla vista, propone finissimi sentori evolutivi – di miele e paglia – che crescono col tempo nel bicchiere; il frutto rimane turgido e ben presente.

Al palato in effetti manca il solito smalto e il vino tende a diventare più grasso e meno scorrevole di altri, mantenendo però pienezza di frutto e integrità. Prima annata in cui lo chardonnay è stato vinificato in maniera separata (prima finiva sempre nel Terlaner), in grandi botti di legno.