Retrospettiva

2001 e il Brunello di Montalcino

La 2001 è la prima annata che ha imposto il moderno assetto della Docg sullo scenario mondiale. Come è andata alla prova del tempo?
- DI Fabio Pracchia e Giancarlo Gariglio

Nome

Il prestigio mondiale dei vini di Montalcino si deve a una storia produttiva, unica in Italia, nella quale si sono intrecciati antichi saperi contadini e moderna imprenditoria viticola. Se fin dal Medioevo, il vino di Montalcino era conosciuto grazie ai commercianti e ai pellegrini che raggiungevano Roma da tutta Europa,
lungo la Francigena, negli ultimi trenta anni, accanto alla crescente qualità della produzione enologica italiana, la città Esposizioni, suoli e climi
differenti donano, anche a
pochi chilometri di distanza,
un’incredibile diversità all’uva
sangiovese, vero e proprio
specchio di questo mosaico
pedoclimatico
toscana è stata protagonista di una serie di investimenti viticoli che oltre a trasformare il tessuto socioeconomico esistente, hanno affermato il Brunello di Montalcino, simbolo enologico di questa terra, tra i migliori vini al mondo. Alla base di questo successo vi è un territorio unico per vocazione enologica nel quale la complessa geologia, la variabilità delle esposizioni e il clima contribuiscono a dare continuità e complessità al vitigno toscano per eccellenza: il sangiovese. Una terra e un vitigno dunque a formare un minimo comune denominatore sul quale agiscono, in modo cruciale, la mano dell’uomo e il mutevole andamento delle stagioni. Ciò rappresenta una fortuna per tutti gli appassionati che possono, attraverso l’assaggio delle varie annate, trovare la coerenza e la territorialità di un solo vitigno originario e assaporare la mutevole misura del tempo e le personali ispirazioni di ogni singolo produttore.

Caratteristiche del Territorio

La vigna occupa circa il 15% di un comprensorio che vanta una superficie di 24.000 ettari dove i seminativi, gli olivi e l’allevamento punteggiano un territorio pressoché incontaminato e dominato dai boschi. I fiumi Ombrone, Asso e Orcia sono i confini naturali che concorrono a segnare un quadrilatero sul quale si erge il borgo di Montalcino. Possiamo, grossomodo, inquadrare i La 2001 è stata una delle prime annate della storia moderna del Brunello di Montalcino vertici di questo quadrilatero con il paese di Buonconvento a nord, Torrenieri a est, Sant’Angelo Scalo a sud e il borgo incantevole di Camigliano a ovest. Le zone più basse sono costituite da terreni sciolti. Salendo, il terreno si arricchisce di scheletro, essendo formato dalla decomposizione di
rocce, in particolare galestro e alberese. Il clima è mediterraneo. A Sud il monte Amiata, con i suoi 1.740 metri di altezza, protegge il territorio dalle avversità atmosferiche. La caratteristica principale della denominazione è l’assoluta variabilità dei versanti che da altitudini di circa 120 metri sul livello del mare raggiungono anche i 600 metri. Esposizioni, suoli e climi differenti donano, anche a pochi chilometri di distanza, un’incredibile diversità all’uva sangiovese, vero e proprio specchio di questo mosaico pedoclimatico.

Biodiversità delle colture
Biodiversità delle colture
Il seminativo sostituisce la vigna laddove i suoli e le esposizioni non assicurino l’eccellenza del sangiovese.

Le ragioni della 2001

Perché una retrospettiva sulla vendemmia 2001? In un certo senso le ragioni che hanno mosso Slow Wine a tornare su questa vendemmia sono di tipo storico. La 2001 è stata una delle prime annate della storia moderna del Brunello di Montalcino, nella quale la denominazione, forte di una crescente affermazione sul mercato mondiale, giungeva velocemente a un nuovo assetto, per certi versi, in forte discontinuità con il passato. Gli aspetti più evidenti di questo cambiamento sono rappresentati dal maggior numero di ettari destinati a Brunello e a un sensibile aumento di bottiglie messe sul mercato. I numeri testimoniano questo mutamento. Nel 2001 gli ettari destinati a Brunello erano 1.492 poco più di quelli dell’anno precedente attestati a 1.414. È interessante notare come questi numeri rappresentino l’inizio di una tendenza di crescita di vigna da Brunello che non conosce sosta, fino ad arrivare ai 1.932 ettari rilevati nel 2012. Gli ettolitri di Brunello prodotti nel 2001 erano 61.664 per un numero di bottiglie pari a 4.603.277. Anche in questo caso la tendenza a imbottigliare è aumentata con il passare del tempo, dato che i 65.993 ettolitri a Brunello disponibili sempre nel 2012 hanno portato sul mercato più di 9.216.580 di bottiglie di Brunello. Con il 2001 assistiamo, quindi, alla prima prova di maturità di tanti produttori, alcuni storici altri appena affacciati sul mercato, che ancora oggi rappresentano un punto di riferimento della denominazione. Date le indubbie potenzialità di invecchiamento del vino in questione, risulta interessante misurare oggi lo stato di quella vendemmia. Vale la pena dunque analizzare l’andamento climatico dell’annata che evidenzia tratti
non dissimili dalle ultime vendemmie.

Tra la fine dell’anno 2000 e l’inizio del 2001, l’andamento climatico è stato molto piovoso. Questo fatto ha garantito una buona riserva idrica, risultata poi fondamentale per il periodo estivo. L’andamento climatico è apparso regolare fino al 14 Aprile quando un’improvvisa corrente di aria fredda ha provocato una gelata davvero rara per queste zone. Le temperature che hanno raggiunto valori molto bassi, anche fino a –4 sotto zero, si sono rivelate dannose per molti vigneti, i cui germogli erano in piena fase di crescita. L’estate ha avuto uno sviluppo nella norma con temperature e precipitazioni in linea con le medie stagionali di Montalcino. Qui le riserve idriche accumulate nel periodo invernale e la neve, caduta tardivamente, hanno garantito uno sviluppo vegetativo ottimale. Il freddo di Aprile ha influenzato in qualche modo tutta a fase vegetativa e quindi anche la maturazione. A inizio settembre le uve avevano già una sufficiente gradazione zuccherina, ma Questi numeri rappresentino l’inizio di una tendenza di crescita di vigna da Brunello che non conosce sosta il livello di acidità scendeva abbastanza lentamente e i polifenoli erano ancora restii a maturare. Il momento della vendemmia è, quindi, giunto in ritardo rispetto agli anni precedenti, seppure in linea con gli andamenti vendemmiali storici della denominazione. Alla luce di questi dati possiamo tranquillamente inserire la vendemmia 2001 nel novero delle annate cosiddette classiche nel quale l’epoca di raccolta si è svolta nella seconda metà di Settembre e la prima di Ottobre. Negli anni Duemila un clima poco prevedibile, nel quale le punte estreme degli eventi meteorologici caratterizzano le ultime stagioni, hanno portato un’epoca vendemmiale anticipata e in generale hanno richiesto ai produttori una maggiore concentrazione nella cura del vigneto.

Invecchiamento in legno
Invecchiamento in legno
Per disciplinare il Brunello rimane minimo due anni in botte di rovere e uno in bottiglia.
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