La Verticale

Cantina Terlano

La Cantina di Terlano ha esaltato le caratteristiche di un terroir unico, con vini che sfidano i decenni.
- DI Fabio Giavedoni

terlano: un unicum geologico/climatico

Il campanile di Terlano e la collina vitata che gli sta alle spalle: due elementi che si attraggono, anche se non percepisci subito il perché. Poi scopri che dalle eruzioni laviche di quella formazione montuosa, che in lontane epoche geologiche era un vulcano, hanno avuto origine le rocce porfiriche rossastre che costituiscono il sottosuolo su cui poggiano i vigneti: sono le stesse rocce con cui è stato costruito il campanile e buona parte degli edifici storici del paese. Rocce di porfido quarzifero ricche di grossolani sedimenti minerali, sovrastate da uno strato di terreno soffice e sabbioso, acido e caratterizzato da un’alta percentuale di sali minerali, con ottime capacità di drenaggio. L’esposizione dei vigneti di Terlano guarda sempre pienamente a sud, e questo garantisce ottima insolazione in un ambiente tipicamente alpino, contraddistinto da forti escursioni termiche tra giorno e notte. La diversità dei vini della Cantina di Terlano si origina da qui, da questo unicum geologico/climatico esclusivo e selettivo: la consistente placca subvulcanica e il sole che la investe sprigionano tutta l’energia vitale di cui si nutrono le piante e che si ritrova poi nei vini.

Uno stile ambizioso, e uomini alla sua altezza

Lo stile dei vini di Terlano deve molto anche agli uomini che lo hanno creato.

Lo stile dei vini di Terlano deve molto anche agli uomini che lo hanno creato. Primo fra tutti Sebastian Stocker, kellermeister della cantina dal 1955 al 1993: cominciò subito studiando a fondo questo particolare terroir e al contempo ascoltando i vecchi vignaioli del paese. Partendo dalla constatazione che già agli inizi del Novecento i vini di Terlano erano famosi in tutto l’Impero austroungarico – celebrati per la qualità ma soprattutto per la longevità – Stocker comincia a sperimentare le lunghe fermentazioni delle uve bianche in botti di legno e le altrettanto lunghe permanenze dei vini sur lie; si inventa poi le “Riserve”, piccole partite di vino che, in annate eccezionali, vengono tenute sur lie (prima in botte e poi in acciaio) anche per 8-10 anni prima di essere imbottigliate. È così che si è formato il “tesoro di Terlano”: circa 20.000 bottiglie di annate storiche (accantonate con continuità dal 1955 in avanti, ma ci sono anche bottiglie più vecchie), in gran parte ancora perfettamente bevibili, e un buon numero di piccoli contenitori inox che conservano vini che, con il tempo, finiranno in bottiglia e poi in commercio. Oggi a continuare il lungimirante lavoro iniziato da Stocker – attraverso l’arricchimento e l’attualizzazione continua di questo straordinario archivio di conoscenze e di esperienze gustative – sono l’enologo Rudi Kofler e il responsabile commerciale Klaus Gasser.

Una squadra vincente
Una squadra vincente
Rudi Kofler, l’enologo di Terlano, ha un talento innato per la vinificazione di pinot bianco, chardonnay e sauvignon.

i vini

Il Terlaner è il vino più rappresentativo della cantina: un uvaggio storico di pinot bianco, chardonnay e sauvignon che esiste dal 1975. Una singolare composizione che partiva dalla reale presenza delle varietà nei vigneti; oggi il blend è rimasto pressoché inalterato, forse con una maggiore presenza di chardonnay e sauvignon rispetto al passato. Le zone più vocate, nel territorio di Terlano, per queste due ultime varietà sono Kreuth, per lo chardonnay, e Winkl per il sauvignon; entrambe poste nella fascia di bassa collina. Per trovare invece le migliori espressioni di pinot bianco – varietà regina di Terlano – bisogna risalire le ripidissime terrazze del Vorberg, lo storico “vigneto diffuso” che si compone di tanti piccoli appezzamenti vitati, che partono dalla quota di 500 metri per raggiunge i 900. Il pinot bianco per maturare richiede parecchie ore di caldo sole e per questo probabilmente in Borgogna e in altre zone d’Europa non si esprime così bene come lo chardonnay; quest’ultimo lo puoi raccogliere prima, il pinot bianco lo devi per forza aspettare fino alla piena maturazione. Sulle vecchie pergole del Vorberg (quelle di 30-40 anni producono le uve destinate alle Riserve, le più giovani hanno 10-15 anni) il pinot bianco riesce a maturare alla perfezione e a dare il meglio di se.

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