Nuove Frontiere

Cerasuolo di Vittoria

Un vino leggiadro, modernissimo, che ha tutte le carte in regola per trasformarsi nel nuovo classico irrinunciabile di chi vuole bere siciliano.
- DI Giancarlo Gariglio


La Sicilia è la più grande isola del Mar Mediterraneo ed è anche una delle regioni più intensamente vitate dell’Italia. Stiamo parlando di circa 110.000 ettari, per capire le proporzioni possiamo pensare che il Piemonte, che è regione di grandi tradizioni viticole, ha la metà della superficie dedicata alla viticoltura.
Da sempre la coltivazione della vite è praticata in Sicilia, fin dalla colonizzazione dei Greci in epoca pre romana. 500 anni prima della nascita di Cristo. Le caratteristiche climatiche molto favorevoli alla coltivazione della vite, con tantissime giornate di sole e temperature molto elevate hanno aiutato i contadini dell’isola.
Il contesto paesaggistico è caratterizzato dall’altopiano formato dai Monti Iblei, compreso soprattutto nella provincia di Ragusa (terra celebre per i monumenti del barocco Siciliano). La campagna è un connubio perfetto tra l’impronta agricola data dall’uomo – con muretti a secco bianchissimi che delimitano i campi – e la parte selvaggia della natura, con le campagne che arrivano fino al mare digradando con dune sabbiose e scogliere.
Il Cerasuolo di Vittoria dal 2005 è per ora l’unico vino della Sicilia a potersi fregiare della Denominazione di Origine Controllata e Garantita, cosa che sta a testimoniare la sua estrema importanza storica. Attenzione stiamo parlando di importanza storica e un po’ meno del momento attuale. Si tratta, infatti, di un vino di grandissimo livello qualitativo, che dopo descriveremo con cura, ma che a dispetto di un passato molto importante sta vivendo solo negli ultimi anni una riscoperta da parte dei consumatori italiani e stranieri. Giunto nei secoli passati ad essere uno dei prodotti più venduti nel mondo, soprattutto come vino da taglio, ha attraversato dopo la prima guerra mondiale un momento di drammatico appannaggio con l’abbandono dei vigneti da parte dei contadini e degli imprenditori agricoli, tanto da rischiare una scomparsa.
Ma veniamo ai giorni nostri. Il Cerasuolo di Vittoria ha un territorio di produzione che ricade su tre province: Ragusa, Caltanisetta e Catania. La cittadina di Vittoria, fondata nel 1607, è il centro nevralgico della sua produzione. Ci troviamo nella parte più meridionale della Sicilia, a una latitudine più meridionale della stessa città di Tunisi in Africa. Pertanto il clima è segnato da medie annue molto alte, con estati secche e prive di importanti precipitazioni. Ciò che rende unico il panorama di questa denominazione è il suolo formato da sabbie di colore rosso, esternamente leggere che contribuiscono in modo decisivo alle caratteristiche organolettiche principali di questo importante rosso.
Ed ecco che si arriva a delineare almeno due elementi particolari e unici del Cerasuolo. Per prima cosa a differenza dei luoghi comuni sul vino Siciliano non ci troviamo di fronte a un vino dall’alcolicità esagerata, anzi. Il Cerasuolo, quello vero, quello che ci piace, con grande difficoltà supera i 13 gradi di alcol. Questo perché il suolo particolarmente leggero tende a esaltare i profumi e la freschezza del vino piuttosto che la sua potenza. Un vero e proprio biglietto da visita che rende questo vino un unicum a livello regionale. Secondo il disciplinare di produzione il Cerasuolo può essere prodotto con una percentuale di nero d’Avola che va dal 50 al 70% e di frappato dal 30 al 50%. Il primo vitigno è la varietà a bacca rossa più celebre della Sicilia e viene piantato e coltivato su tutto il territorio regionale, mentre la seconda è originaria e diffusa unicamente in questa zona dell’isola. Il matrimonio di questi due vitigni dà vita a un vino dalle caratteristiche organolettiche molto particolari che sta trovando in questi ultimi anni sempre più fan. Noi di Slow Wine amiamo molto questo rosso e scommettiamo con forza sul suo successo futuro a livello Ciò che rende unico il panorama di questa denominazione è il suolo formato da sabbie di colore rosso, esternamente leggere che contribuiscono in modo decisivo alle caratteristiche organolettiche principali di questo importante rosso. internazionale. Ha tutte le carte in regola per piacere. I profumi, grazie soprattutto all’apporto del Frappato sono intensi ed eleganti, con ciliegia e spezie in primo piano. La bocca ha un’acidità sostenuta, che ben si sposa a un gran numero di piatti, compreso il pesce se condito con pomodoro. L’alcolicità non esagerata e un basso grado di tannino fanno si che questo vino possa anche essere consumato leggermente fresco a 14 gradi, cosa che lo rende irresistibile nelle serate estive. Un vino leggiadro, modernissimo, che ha tutte le carte in regola per trasformarsi nel nuovo classico irrinunciabile di chi vuole bere siciliano.
Gioca a suo favore anche un rapporto tra la qualità e il prezzo molto conveniente. Non sono moltissime le aziende impegnate nella sua produzione, ma quasi tutte hanno una vocazione per l’alta qualità e questo fa si che il livello medio dei Cerasuolo in commercio sia molto elevata.

Loading new locations